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Sebastiano Renda

 

 

 

 

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Si scopre scultore nel 1996 dopo un esperienza con la compagnia teatrale viaggiante "Ship of fools", che animano le scenografie con istallazioni mobili realizzate con materiali in disuso. Apprende un linguaggio che convertirà subito dopo, raccogliendo negli spazi abbandonati della sua periferia pezzi meccanici in disuso, assemblandoli prima nel suo immaginario e successivamente, saldando quei micro particolari, che trasformano l'arcaica funzionalità dinamica dei pezzi meccanici in parte animata delle sue creature cyber punk rifiniti da un inquietudine di ironia postindustriale.